Sunday, August 22, 2010

Conclusion of Italian Week for 2010

Dear friends of Italian Week


With the Conclusion of Italian Week 2010, we are happy to report that this year’s events saw yet another increase in the growth and support for the Italian Governments initiative of celebrating Italian Culture and lifestyle.

The week’s events commenced with the The Lord Mayor of Brisbane, Campbell Newman launch Italian Week 2010 for media and sponsors at the Treasury Casino congratulating the organizers for creating a high level event that showcased Italy’s enormously rich artistic and cultural heritage.

The Lord Mayor delighted the audience with his promise of sustaining Italian Week in a significantly manner for the next 3 years, saying that he would "...like to sit down with the organizers to develop a strategy for further developing the long term vision of the project".

Italian Week 2010 was off to a great start and the Lord Mayor joined the celebrations opening a bottle of fine Chianti and offering the audience his enthusiastic support.

Events spread out over the 10 days of this year’s festival saw the town of Stanthorpe participate in a series of events featuring a motor vehicle rally and concerts in the Queensland Wine College supporting the Italian Immersion Program coordinated by the Stanthorpe State High School. The combined events enable Italian Week to raise and donate over $1700 towards the upcoming trip to Italy for the students of Italian at the School.

The many events showcased throughout the program included: cinema, fine dining, cooking exhibitions, motor vehicle exhibitions, theatre, musical concerts, orchestral performances, art history discussions, coffee courses, book launches, Italian Waiters Races, workshops, and Italian Markets.


Lovers of food and wine were not disappointed when the Italian Cultural Institution of the Accademia Italiana della Cucina   officially launched in Brisbane at a dinner hosted by Gusto da Gianni at Portside. The entertaining event was celebrated with the assistance of special guests including international singing sensation Patrizio Buanne, Lisa Hunt, Anna Maria La Spina and Australian Idol winner Natalie Gauci and Brisbane’s own Veronica and Shadi Abraham winner of this year’s My Kitchen Rules.

During the Official celebrations for the Festa della Repubblica, hosted by the Consul of Italy, Dr Francesco Capecchi, the minister for Multicultural Affairs Hon. Annastacia Palaszczuk MP received loud applause and gratitude when she thanked the Hon. Grace Grace M.P. for lobbying both Multicultural Affairs and the State Government for support. The Minister announced that Multicultural Affairs would contribute $5,000 to Italian Week 2010 and that the Premier, the Hon. Ms. Anna Bligh, MLA would support Italian Week 2011 with funding of $20,000

We are proud to announce that support and partnership will continue with our Cultural Partner GoMA for next year as well as a commitment from the Commonwealth Bank to once again support Italian Week into 2011

Our Comm Team, Sequel Communications reported media coverage reached an audience of approximately 18.7 million people across Australia. This was a significant increase on last year’s audience figures that estimated media coverage reached 6.9 million people in 2009. Media Highlights included Qantas What’s On program where we successfully negotiated free airtime to promote Italian Week 2010 on Qantas’ QNews video which showcased the ‘What’s On’ segment to an estimated 930,000 passengers throughout May.

Once again our Print Media partner dedicated the front page of Brisbane News and a double page spread promoting a range of activities for Italian Week 2010 and the history of Italian culture in Brisbane.

A Feature article in The Australian
http://www.theaustralian.com.au/news/arts/commedia-spirit-unmasked/story-e6frg8n6-1225872240752  during Italian Week with a large, color feature article about the inaugural Australian Commedia Dell’Arte Festival described the festival’s artistic highlights in detail and was a real coup in promoting Brisbane’s Italian Week on the national media stage.

Multiple stories promoting the week appeared in the Sunday Mail, Queensland’s highest-selling newspaper. This included an article on the festival’s premier film event – Dall’Italia All’Australia – plus social photos and coverage in Damien Anthony Rossi’s column in the Sunday Mail. You can see a list of Media on this page http://italianweek2010.blogspot.com/2010/06/italian-week-2010-media-coverage.html

We wish to once again thank our official sponsors http://www.italianweek.com.au/2010sponsors.html  and supporters who contributed to this year’s Italian Week success and growth and look forward to collaborating once again in 2011

You may like to have a look at some of the photo galleries on this link http://italianweek2010.blogspot.com/search/label/Italian%20Week%202010%20Media

It is with considerable pride that on behalf of Italian Week we report that we were able to raise over $1800.00 for the Hear and Say Centre toward the work they do with children who are born deaf and the invaluable therapies which the Hear and Say Centre provide toward the work they do with children who are born deaf and the invaluable therapies which the Hear and Say Centre provide

Once again we have some exciting new collaborations for 2011 and are looking forward to creating the best Italian Week yet in 2011 – we hope you will continue to join us in celebrating the culture, lifestyle and artistry of Italy.

Thursday, July 1, 2010

LA FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA

LA FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA


Ogni anno, il 2 Giugno viene celebrata la Festa delle Repubblica italiana, festa nazionale per eccellenza.

Dal 2000 la festa è diventata anche giorno festivo su richiesta principalmente dell’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, su iniziativa del governo Amato.

La data vuole ricordare il primo referendum istituzionale che si tenne il 2 e il 3 Giugno 1946, con il quale i cittadini italiani furono chiamati a scegliere la futura forma di governo dello Stato, Monarchia o Repubblica, dopo la caduta del regime fascista.

Il popolo italiano venne inoltre chiamato ad eleggere i rappresentanti dell’Assemblea Costituente, organo preposto alla stesura di una Costituzione scritta.

La Monarchia ricevette 10 718 502 voti favorevoli, mentre la Repubblica 12 718 641; nacque così la Repubblica Italiana, con la conseguenza che i monarchi di casa Savoia, dopo circa 85 anni di regno, venivano esiliati.

La vittoria repubblicana vide L’Italia dividersi, infatti al Centro-Nord vinse in particolar modo la scelta repubblicana, mentre al Sud Italia vinse la Monarchia.

A Ravenna, città maggiormente repubblicana (91.2%) si contrapponeva Messina con circa l’ 85.4% dei voti favorevoli alla Monarchia.

Il referendum del 1946 viene anche ricordato perché questo fu il primo ad essere indetto a suffragio universale: finalmente anche le donne andarono alle urne e poterono votare.

Da questo momento a tutt’oggi, tutti gli uomini e le donne che abbiano compiuto la maggiore età (inizialmente 21 anni, successivamente 18 anni) hanno il potere-dovere di votare. Potere perché è una facoltà a loro attribuita, dovere perché dovrebbe essere inteso dalle persone come una sorta di impegno politico-sociale.

Il 2 Giugno festeggia quindi la nascita della nazione così come i francesi ricordano la Presa della Bastiglia il 14 Luglio di ogni anno, o come gli americani ricordano la dichiarazione d’indipendenza il 4 Luglio.

Prima che fosse dichiarata la Repubblica, festa nazionale era il primo Giugno,anniversario della concessione dello Statuto Albertino. Questo, definito anche “Legge fondamentale perpetua ed irrevocabile della Monarchia”, fu emanato dal re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia-Carignano il 4 Marzo 1848.

Con la fondazione del Regno D’Italia, nel 1861, lo Statuto Albertino divenne la carta fondamentale della nuova nazione unita e rimase tale fino al 1946 circa.

Espressione della volontà del sovrano, lo Statuto era composto da 81 articoli, 22 dei quali volti a definire i poteri del re. Al re infatti spettava il potere esecutivo e giudiziario. Poteva poi partecipare al potere legislativo insieme al Parlamento. Il sistema di rappresentanza era bicamerale: i membri del Senato venivano nominati dal re; per quanto riguarda la Camera dei Deputati invece, a questa potevano accedervi i rappresentanti della nazione votati tramite un particolare sistema elettorale.

Lo Statuto Albertino si caratterizzava per la sua natura “flessibile”, in quanto poteva essere modificato attraverso la normale procedura parlamentare, ogni volta che si riteneva opportuno.

Ad ogni modo, può ritenersi un primo esempio di Costituzione breve.

Lo stesso giorno del referendum istituzionale, gli italiani furono chiamati anche ad eleggere i membri dell’Assemblea Costituente.

Quest’organo si occupò principalmente della stesura della nuova Costituzione. Essa però aveva anche altri compiti quali: approvare il bilancio, ratificare i vari trattati internazionali, votare la fiducia al governo, ecc.


La Costituzione della Repubblica italiana è una legge fondamentale, approvata e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale nel 1947 ed entrata in vigore dal 1° Gennaio 1948.

E’ formata da 134 articoli e divisa in 4 sezioni:

-principi fondamentali,

-diritti e doveri dei cittadini,

-articoli inerenti l’ordinamento della Repubblica,

-disposizioni transitorie e finali.

Ciò che distingue principalmente l’attuale Costituzione dallo Statuto Albertino è il fatto che essa è una costituzione rigida, cioè le sue disposizioni possono essere modificate, integrate o abrogate solo mediante procedure lunghe e complesse.

La Costituzione è inoltre lunga, votata, scritta e democratica, caratteristiche queste che la differenziano dalle costituzioni di molti altri paesi.

Ad esempio in Gran Bretagna, la Costituzione è solo in forma orale.

E’ lunga in quanto non contiene solo norme sulle fonti del diritto, ma è composta anche da diverse disposizioni in settori del “vivere civile”; è votata dai diversi rappresentanti del popolo italiano; è democratica perché attribuisce un ruolo attivo al popolo italiano.

In Italia, il 2 Giugno di ogni anno quindi, hanno luogo diverse cerimonie ufficiali per ricordare la festa della Repubblica e anche in tutte le ambasciate all’estero si tengono festeggiamenti e celebrazioni.

Nel 1948 ai Fori Imperiali di Roma si svolse la prima parata militare in onore della Repubblica Italiana.

Attualmente è prevista la deposizione di una corona d’alloro al Milite Ignoto presso l’Altare della Patria (il cosiddetto Vittoriale) a Roma e la tradizionale parata militare in presenza delle più alte cariche dello Stato e di alcuni rappresentanti dell’ONU, della NATO e dell’Unione Europea. La parata dura circa 80-90 minuti e a questa prendono parte tutte le Forze Armate (Polizia, Vigili del Fuoco, Croce Rossa Italiana..).

Nella stessa giornata vengono inoltre aperti al pubblico i giardini del Palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica Italiana. Tutto ciò è poi accompagnato da esecuzioni musicali.

La festa della Repubblica è sicuramente un evento che ci fa ricordare i simboli della nostra Patria.

Lo stemma della Repubblica Italiana è composto da una stella bianca a cinque punte (detta anche Stellone D’Italia) sovrapposta a una ruota dentata d’acciaio, un ramo di ulivo a sinistra e uno di quercia a destra.

Sin dall’epoca risorgimentale, la stella è la tradizionale rappresentazione simbolica dell’Italia ed è uno degli oggetti più antichi utilizzati nell’iconografia italiana. Fino al 1890 circa comparve nel grande stemma del Regno d’Italia e oggi indica inoltre l’appartenenza alle Forze Armate del nostro Paese.

La ruota dentata d’acciaio è il simbolo dell’attività lavorativa e traduce il primo articolo della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.

Il ramo di ulivo vuole indicare la volontà di pace della Nazione, a livello interno ma anche per quanto riguarda un’armonia internazionale. La quercia invece, simboleggia la forza e la dignità del popolo italiano. Ad ogni modo, entrambi sono espressione delle specie arboree più presenti nel nostro Paese.


La Bandiera italiana è il Tricolore tradizionale: verde, bianco e rosso, a tre bande di uguale dimensione così come recitato all’articolo 12 della nostra Costituzione.

Il tricolore nasce nel Gennaio del 1797 a Reggio Emilia, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana stabilisce che si renda universale la Bandiera Cispadana di tre colori.

Quando Napoleone Bonaparte attraversò L’Italia infatti, numerose repubbliche di ispirazione giacobina e molti reparti militari che affiancavano l’esercito francese adottarono, con varianti di colore, bandiere caratterizzate da tre fasce di uguali dimensioni, ispirati chiaramente al modello repubblicano francese del 1790.

Proprio i vessilli dei reggimenti della Legione Lombarda presentavano i colori bianco, rosso e verde che erano fortemente radicati nel patrimonio comune di questa regione: il bianco e il rosso erano presenti nell’antico stemma comunale di Milano, mentre il verde era la tonalità delle uniformi della Guardia Civile milanese.

L’Inno nazionale della Repubblica Italiana è il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Fratelli d’Italia o l’Inno di Mameli.

Scritto nel 1847 dallo studente e patriota Goffredo Mameli, allora ventenne, fu musicato a Torino poco tempo dopo.

L’inno nazionale nacque in un clima di fervore patriottico che già preludeva alla guerra contro l’Austria e fu associato alla Bandiera Tricolore poiché simboleggiavano la voglia d’indipendenza nazionale.

Tutti gli inni patriottici (tra cui l’Inno di Mameli) ebbero importanti funzioni, nel senso che contribuirono a propagandare gli ideali del Risorgimento e incitarono la popolazione all’insurrezione. I versi così immediati e la melodia impetuosa fecero dell’Inno di Mameli il canto più amato e popolare dell’unificazione.

Basti ricordare che proprio intonando l’attuale Inno d’Italia, Garibaldi “nell’impresa dei Mille” conquistò l’Italia meridionale e portò a termine la riunificazione nazionale.

L’inno accompagnò anche la Presa di Roma nel 1870, la guerra libica e naturalmente la Prima Guerra Mondiale

Fu quasi naturale quindi, che nel 1946 l’Inno di Mameli divenisse l’inno nazionale della Repubblica Italiana.